Prana significa respiro, respirazione, vita, vitalità, energia o forza. Ayama significa estensione, espansione, lunghezza, ampiezza, regolazione, prolungamento, restrizione o controllo. Pranayama quindi significa il prolungamento del respiro e la sua restrizione. Il pranayama è un arte ed ha tecniche per far sì che gli organi respiratori si muovano e si espandano intenzionalmente, ritmicamente e intensivamente. Consiste di un lungo, protratto flusso sottile di inalazione, esalazione e ritenzione del respiro. L’inalazione stimola l’organismo; l’esalazione espelle l’aria viziata e le tossine ; la ritenzione del respiro distribuisce l’energia in tutto il corpo. Questa respirazione disciplinata aiuta la mente a disciplinarsi e permette all’allievo di ottenere buona salute e longevità. Il pranayama non è semplicemente l’abituale respirazione automatica che tiene uniti il corpo e l’anima. Grazie all’abbondante assorbimento d’ossigeno che si realizza con le sue tecniche disciplinate, nell’organismo dell’allievo avvengono sottili cambiamenti. La pratica del pranayama regola il flusso del prana attraverso il corpo. Inoltre regola tutti i pensieri dell’allievo, i suoi desideri e le sue azioni, e conferisce l’equilibrio e l’enorme forza di volontà necessari per divenire padroni di se stessi.
Kapalabhati
Questo è un esercizio molto efficace per iniziare il pranayama. Il nome Kapalabhati significa letteralmente “cranio splendente” e, in effetti, aumentando la quantità di ossigeno nell’organismo, questa pratica schiarisce la mente e migliora la concentrazione.
Consiste in una serie di espirazioni e inspirazioni seguite da ritenzione del respiro. Per espirare si contraggono i muscoli addominali sollevando il diaframma e mandando l’aria fuori dai polmoni; per inspirare si rilassano i muscoli lasciando che i polmoni si riempano d’aria.
L’espirazione deve essere breve, attiva e udibile mentre l’inspirazione deve essere più lunga, passiva e silenziosa.
Il movimento alternato del diaframma tonifica lo stomaco, il cuore e il fegato.
IL RESPIRO YOGICO COMPLETO
Il respiro yogico completo aumenta l’apporto di ossigeno e l’eliminazione dell’anidride carbonica. Favorisce il rilassamento delle tensioni muscolari attorno a diaframma , costole e petto , consentendo al respiro di fluire con libertà e naturalezza.
La pratica :
In piedi , oppure seduto con la spina dorsale dritta o sdraiato sul dorso , inspira profondamente con un movimento fluido e uniforme in tre parti , come segue ( il passaggio da uno stadio all’altro dovrebbe avvenire in un flusso ) :
1. inizia con la respirazione diaframmatica ( facendo espandere l’addome ) ;
2. espandi i lati della gabbia toracica verso l’esterno ;
3. per ultimo espandi il petto percependo l’aria che penetra all’interno dell’ultima parte dei polmoni.
Trattieni il respiro senza forzare ( non durante la gravidanza o in presenza di ipertensione o problemi cardiovascolari ).
Poi espira lentamente in ordine inverso : petto , torace , addome.




